Dal 1º marzo al 8 aprile, al Museo di Roma in Trastevere, la  Mostra  fotografica Fotciencia13 si propone di divulgare la scienza tramite l’arte

L‘esposizione raccoglie le fotografie vincitrici della tredicesima edizione del Certamen nacional de fotografía scientífica (organizzato dal Consejo Superior de Investigaciones Científicas – CSIC e dalla Fundación Española para la Ciencia y Tecnología – FECYT in collaborazione con la Fundación Jesús Serra) ed altre scelte tra le oltre settecento ricevute.

Le tematiche delle immagini esposte sono la scienza e la tecnologia. Le fotografie sono relazionate con la ricerca scientifica e la sua applicazione tecnologica ed industriale, raffigurando l’oggetto di studio dell’attività scientifica, le persone che la realizzano, i suoi strumenti e le installazioni o le tecnologie risultanti dal progresso scientifico.

L’obiettivo di Fotciencia13 e dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia è quello di avvicinare la gente alla scienza attraverso una visione artistica ed estetica delle immagini esposte.

L’iniziativa vuole inoltre promuovere, tra le comunità scientifiche, l’importanza del divulgare il proprio lavoro all’intera società.

La foto vincitrice del primo premio

foto vincitrice Fotcience13

“Cosa nasconde la mano di un bambino?” é la fotografia che si é aggiudicata il primo premio e rappresenta l’impronta della mano di una bambina di sei anni su una piastra di Petri (recipiente piatto di vetro o plastica, solitamente di forma cilindrica; è un importante strumento di lavoro in molti campi della biologia, per la crescita di colture cellulari).
L’immagine, scattata dopo aver lasciato la piastra incustodita a 28 gradi per due giorni, mette in evidenza la presenza di colonie di lieviti ed una gran diversità di colonie batteriche di diverse forme e tonalità. L’obiettivo era quello di dimostrare agli alunni di una scuola pubblica di Salamanca (città spagnola, capoluogo dell’omonima provincia) l’importanza di lavarsi le mani e che la presenza di microrganismi sulla nostra pelle è qualcosa di abituale.