Un sentiero lastricato di pietra che si arrotola dolce e sinuoso intorno ad un monte, sino a 1000 metri di altitudine, ci conduce in un posto incantato, lontano da tutto e tutti, e soprattutto dalla luce della città, per guardare al buio le stelle.

Lasciamoci sorprendere da questo luogo aspro e silenzioso, anticoe quasi dimenticato. Questo in fondo è la Basilicata, una terra remota, lenta, accogliente e sorprendente, che ha saputo accostare l’antico al moderno.

Un connubio quello tra il nuovo ed il vecchio che ad Anzi prendeforma, in una delle sue cime più alta, il Monte Siri. Qui convivono uno accanto all’altro, il Santuario della Madonna della Setadel 1525 ed il moderno Planetario e Osservatorio Astronomico del 2008.

Quel che colpisce è che le due strutture non sono per niente in contrasto, anzi, sembrano sostenersi a vicenda una accanto all’altra, come se sapessero, in fondo, che hanno un obbiettivo comune, quello di far innamorare chiunque passi da questo luogo fantastico.

Il Planetario è diventato negli anni, grazie alla passione e professionalità dell’Associazione di Volontariato TeerumValgemonAesai, luogo d’interesse scientifico e d’attrattività turistica.

E su questo tetto di mondo non ci accontenteremo di guardare ad occhio nudo le stelle, ma potremo studiarle attentamente grazie al grande telescopio in grado di osservare e scrutare i diversi corpi celesti.

Raccolti nella cupola del Planetario dal diametro di 12 metri verremo sorpresi dall’accendersi una ad una delle 4500 stelle della Costellazione di Cassiopea e dello Zodiaco che prenderanno pian piano la loro posizione nel Cielo Boreale a quello Australe e poi i pianeti, che percorrono il loro perpetuo movimento intorno al Sole e poi le eclissi ed anche l’esplosione di una Supernova.

Chiamarla una lezione di astronomia è riduttivo, qui è pura poesia!