Profonde gole rocciose di origine carsica partono dall’Altipiano delle Murge e si dirigono verso il mare, memoria di antichi fiumi che oggi si riformano solo occasionalmente dopo abbondanti piogge; dirupi dal colore di pietra a tratti si rivestono di una lussureggiante vegetazione che, al pari di una coltre di smeraldi, sembra ricoprire il cuore della terra che si apre davanti agli sguardi dei visitatori.

Sono le gravine

Patrimonio naturalistico e storico-archeologico di incommensurabile bellezza, dichiarato Sito d’Interesse Comunitario, il Parco delle Gravine si estende sul territorio di 13 comuni della provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, S.Marzano di S. Giuseppe) e di un comune della provincia di Brindisi (Villa Castelli), per un totale di circa 28.000 ettari.

Gravina di Riggio a Grottaglie con il famoso percorso d’acqua chiamato impropriamente “la cascata di Riggio”

Gravina di Riggio a Grottaglie con il famoso percorso d’acqua chiamato impropriamente “la cascata di Riggio”

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La Flora 

Flora Parco Gravine

Boschi di lecci, macchia mediterranea e pini d’Aleppo, sono i tipi di vegetazione più diffusi cui si aggiungono specie vegetali di origine balcanica, come il Fragno (Quercus troiana), la Salvia triloba, la Campanula versicolor, mentre orchidee selvatiche, diffusissime per quantità e numero di specie, brillano al sole con i loro colori accesi.

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La Fauna

 

Fauna Parco Gravine

Fauna 2 Parco Gravine

Il patrimonio faunistico é molto ricco, oltre alla presenza di tassi, istrici e gatti selvatici, nelle gravine si possono incontrare rettili di origine transbalcanica, come il colubro leopardino che, nonostante l’aspetto poco rassicurante, non è velenoso, e il geco di Kotschy. Numerosissimi gli uccelli, tra cui il Capovaccaio (avvoltoio degli Egizi), il Lanario, il Gheppio, il Nibbio bruno, il Falco grillaio, il Gufo reale, il Barbagianni, l’Assiolo, il Corvo imperiale, la Ghiandaia marina. Anche particolari anfibi sono diffusi, come l’Ululone dal ventre giallo, il Tritone italico e il Tritone crestato. Farfalle rarissime trovano il loro habitat congeniale nella Terra delle Gravine.

Farfalle

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Le tracce dell’uomo nelle gravine

Villaggio rupestre di Petruscio nella gravina di Mottola

Villaggio rupestre di Petruscio nella gravina di Mottola

La presenza di numerose grotte con caratteristiche di stabilità termica e il peculiare microclima hanno favorito l’insediamento umano, dal periodo Neolitico fino agli anni ‘50, con un forte concentramento nel periodo medioevale. Numerosissimi e preziosi i villaggi rupestri, dove le case-grotta mantenevano caratteristiche di continuità con i terrazzamenti, coltivati ad orti. L’etimologia del comune di Grottaglie significa proprio luogo pieno di grotte (dal greco Kruptè = grotta).

Tutto il materiale dello scavo delle grotte veniva riutilizzato per costruire le case-grotta, le fortificazioni e i muri a secco di contenimento. Un ingegnoso sistema di raccolta e canalizzazione delle acque piovane in cisterne consentiva un’autonomia idrica; i luoghi sociali erano legati alla lavorazione dei prodotti agricoli (frantoi, mulini) e al culto religioso (cripte, chiese). Numerose le tombe scavate nei banchi rocciosi, testimoni delle usanze rituali di sepoltura dei defunti.
I suggestivi villaggi rupestri si trovano a Ginosa, Mottola, Grottaglie, Crispiano, Laterza, Statte, Castellaneta, Massafra, Palagianello, a volte inseriti nel contesto urbanizzato. Chiese, cripte e santuari presentano spesso splendide icone di stile bizantino, rappresentanti la Vergine, Cristo Pantocratore, Santi e Martiri.
Tra le numerose chiese rupestri, merita particolare attenzione quella di San Giorgio a Laterza che custodisce un autentico tesoro artistico.

Ciesa di S. Pietro e Paolo

Chiesa di S. Pietro e Paolo nella gravina del Fullonese a Grottaglie

A Grottaglie, lungo il fianco nord-est della gravina del Fullonese, si trova la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, detta anche di San Pietro dei Giudei.

Anche a Massafra e a Mottola si possono ammirare gli esempi più ricchi e meglio conservati dell’arte pittorica rupestre e dell’architettura di tali luoghi sacri, scavati direttamente nella roccia.

 

Ciese rupestri

Il Museo Didattico dell’Archeologia, presente all’interno della “Cittadella della Cultura” di Laterza, raccoglie reperti della civiltà neolitica rinvenuti nell’area della gravina, antichi frammenti di oggetti ceramici e manufatti compresi fra un’età cha va dal VII sec. a.C. al XIX secolo. Il Museo consente, con i suoi manufatti, di ricostruire la storia locale fornendo informazioni utili sulle culture territoriali e delineando precisi contesti storici.

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Il Parco regionale della Terra delle Gravine

Immagine gravinaIl Parco è stato istituito il 20 dicembre 2005 con L.R. n. 18 ed è tra gli strumenti che la normativa sulle aree protette prevede, il mezzo che può consentire non solo la salvaguardia di aree ad elevato valore naturalistico, ma anche la valorizzazione del paesaggio storico e culturale che gli insediamenti umani e le attività agro-silvo-pastorali hanno determinato nei millenni. Di conseguenza, il Parco può essere lo strumento per conservare ancora attività tradizionali che, pur avendo contribuito ai valori caratteristici e identificativi dei luoghi, sono destinate altrimenti a scomparire.

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Cosa fare nelle gravine?

visita guidata gravinaOltre alle passeggiate finalizzate ad ammirare la bellezza del paesaggio naturalistico e i resti degli insediamenti umani insistenti su di esso, nel Parco delle Gravine è possibile anche andare a spasso in mountain bike e dedicarsi al birdwatching. Tra l’altro, fra le IBA (Important Bird Areas) che in Italia sono 172, c’è anche Laterza.

arrampicata liberaInoltre, larrampicata libera aspetta i più coraggiosi che non hanno alcuna esitazione ad affrontare le loro paure arrampicandosi sulle rocce.