Genusium, posta al centro tra Taranto e Metaponto, capitale della Magna Grecia è famosa anche per aver dato asilo a Pitagora, aveva mura e templii agli idoli innalzati e quello a cui rendea speciale culto era il dio Giano

         (Sesto Giulio Frontino)

Ginosa, immortalata da Pier Paolo Pasolini che vi girò una scena del film "Il Vangelo secondo Matteo"è un comune italiano di 22.498 abitanti della provincia di Taranto che si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m. Fu un importante centro Peuceta (le cui origini risalgono a diversi secoli a.C.). Rinvenimenti archeologici sono attribuiti all'etnico dei Peuceti, a partire dal VI-V sec. a.C (evidenti sono i rinvenimenti in località Follerato e Passo di Giacobbe). Noto nella letteratura archeologica è il ceramografo apulo che va sotto il nome di Pittore di Ginosa, autore di pitture vascolari a figure rosse, attivo nel IV sec. a.C. Nell'ultimo quarto del IV sec. (330-320 a.C.) opera il Maestro di Ginosa, orafo a cui sono attribuiti il bellissimo diadema con "nodo erculeo" e una coppia di orecchini con disco e pendente conico, esposti attualmente tra gli ori conservati presso il Museo Archeologico di Taranto. In epoca romana Ginosa  ebbe importanza per tre motivi: - la sua vicinanza alla via Appia che la fece una sorta di fortino militare; - la sua piana, che in mano a pochi latifondisti, costituì un solido granaio per Roma; - le capacità organizzative nell'approvvigionamento dell'esercito romano.

Al tramonto dell'Impero l'intera piana fu abbandonata sia per le incursioni germaniche prima e saracene poi sia perché la popolazione si era contratta per via delle carestie. La popolazione si rifugiò quindi nelle gravine, nacque così l'abitato che, influenzato dal cristianesimo, assorbì l'arte dell'affresco rupestre, commissionato ad artisti che hanno lasciato pregevoli affreschi di carattere bizantino, molti dei quali scomparsi per le intemperie, l'incuria e le razzie dei predoni. La dominazione effimera bizantina fu definitivamente scacciata con l'avvento dei Normanni che, per controllare la costa dagli assalti saraceni, fecero costruite torri di avvistamento lungo il litorale. Con il finire del Medioevo inizia il lento declino della civiltà rupestre. La gente lentamente abbandona la gravina per spostarsi sulla collina dove sorge l'odierno abitato.

Cose da vedere

Castello Normanno di Ginosa

Il Castello normanno è il principale monumento di Ginosa e fu fatto costruire nel 1080 da Roberto il Guiscardo per difendersi dalle incursioni saracene. Il castello di Ginosa originariamente era munito di tre torri merlate e di un ponte levatoio, elementi architettonici che furono demoliti quando nel XVI secolo, quando il comune ionico divenne baronia della potente famiglia Doria. Così il Castello acquisì l'aspetto di un grande palazzo che ancora oggi si erge poderoso a dominio di tutto l'antico abitato. Il Castello normanno compare anche nello stemma araldico che simboleggia il comune.

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Piazza OrologioPiazza Orologio - Un tempo si chiamava Piazza Nuova. Fu realizzata nel XIX secolo, in seguito alla costruzione della torre dell’orologio a base quadrata. Quest’ultima nel 1820 prese il posto del Palazzo del Sedile dove c’erano il Comune, le carceri e l’ufficio delle tasse. Ad oggi questa piazza è chiamata Piazza Orologio.

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Chiesa-madre-di-ginosaLa Chiesa Matrice, o Chiesa Madre, immersa nello scenario rupestre, è stata costruita nel 1554 per l'interessamento di un presidio militare francese. L'impostazione architettonico-compositiva (facciata a capanna, pilastri cruciformi, archi a sesto acuto, campanile poco slanciato), richiama infatti lo stile risalente alla fine del '400 - inizi '500 che, messo da parte il gotico, col culto dell'arte classica si ricollega all'architettura romana, augustea. Il tempio fu dedicato ad uno dei santi più celebri e popolari della Francia: San Martino da Tours ma è divenuto il simbolo della secolare devozione dei ginosini per la Vergine del Rosario, eletta patrona del paese nel 1765.

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casermetta dei francesi ginosaL'ex Caserma Francese, o Casermetta, è una struttura architettonica e piccolo complesso abitativo del XVII secolo, convertito in caserma di cavalleria sotto la dominazione francese in età murattiana e successivamente rivenduto a privati, per essere poi ceduto al Comune di Ginosa.

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