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Guida di Grottaglie

Grottaglie, con più di 32.000 abitanti, é tra i comuni più popolosi della provincia di Taranto ed é noto per la tradizionale produzione di ceramiche artistiche e per le coltivazioni di uva da tavola. Infatti, Grottaglie, oltre ad essere soprannominata "Città delle Ceramiche", è conosciuta anche col nome di "Città dell'uva". Il nome di Grottaglie deriva dal latino Kriptalys e dal greco Κρυπταλύς, nome che sottolinea la presenza di grotte, (krypta, κρύπτα), in gran parte del suo territorio. L'origine di Grottaglie è negli insediamenti che si sono susseguiti nell'area sin dal Paleolitico ed in particolare nell'area di Riggio e di Pezza Petrosa. È ritenuta, secondo alcuni, la terra natìa del padre della letteratura latina Quinto Ennio. Difatti il poeta nacque a Rudiae in Apulia. Secondo molti studiosi, questa Rudiae corrisponderebbe ad una delle cittadelle fortificate (appunto Rudiae e Mesocoro), distrutte dalle invasioni barbariche, i cui abitanti in fuga diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli. Nel IX secolo un gruppo di ebrei fuggitivi da Oria e tra i pochi superstiti della grande comunità ebraica di Oria si aggrega all'insediamento sorto intorno al casale San Salvatore nella Lama del Fullonese. I resti storici più cospicui sono riconducibili al Medioevo quando, nelle profonde gravine prese maggior consistenza l'abitudine di vivere nelle grotte. Risalgono a questo periodo infatti non solo le abitazioni, ma anche le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque. Un'importante testimonianza bizantina nel territorio di Grottaglie è la Gravina di Riggio che presenta degli affreschi basiliani, con iscrizioni in greco, di grande qualità seppur si trovino in condizioni precarie. Quando i barbari, in particolare Goti e Saraceni, distrussero i villaggi siti nel territorio e anche la stessa Taranto, le grotte ospitarono i fuggitivi (960 d.C.) Sorsero così vari centri abitati tra cui Casale San Salvatore e Monti Cryptalis nucleo primigenio dell'attuale centro storico di Grottaglie. Alcuni ebrei trovarono rifugio nella Lama del Fullonese, territorio di Monte Fellone dove, difatti, sorgeva la chiesa di San Pietro dei Giudei. Nel XV sec. il centro fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice. Il XVII secolo conobbe anni di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola. Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all'abolizione della feudalità. In un clima di disorientamento politico generale si fa strada il nascente fenomeno del brigantaggio con un nome illustre: Ciro Annichiarico (in dialetto "Papa Giru"). Queste vicende accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d'Italia.

Cose da vedere

Le gravine

Procedendo da nordovest a sudest del territorio di Grottaglie, si incontrano, quasi parallele tra loro, le gravine più importanti, tutte regolarmente abitate fino al secolo XIII, che fanno parte del Parco Naturale Regionale Terra delle gravine

Gravina-di-Riggio-Grottaglie-2La gravina di Riggio

La gravina di Riggio è la prima gravina che si incontra nel territorio di Grottaglie, a nord – ovest del centro abitato. Si tratta di una profonda incisione che si sviluppa, con andamento sinuoso nord – sud, per circa un chilometro. Qui la biodiversità la fa da padrona con innumerevoli specie di piante, sono state individuate ben 321 varietà vegetali, e di animali rari. La gravina nasce nel punto in cui un corso d’acqua a carattere torrentizio incontra, dopo aver attraversato una zona con affioramento di argille, il banco calcarenitico affiorante. Nel primo tratto è presente un salto di circa 15 metri, denominato il “Caggione”, alla cui base si formava in passato un laghetto quasi permanente. Superato questo punto la gravina presenta, per una lunghezza di circa 700 metri, pareti sub verticali incise nella calcarenite e, in parte, nel calcare di Altamura. La gravina di Riggio ha restituito tracce di una lontana frequentazione antropica. Sono state infatti rinvenute alcune tombe a grotticella, ascrivibili ad un periodo compreso tra l’eneolitico, l’età del bronzo e l’età del ferro, in continuità con un villaggio capannicolo preistorico di cui si identificano numerosi fori di palificazione scavati nella roccia sugli spalti della gravina (databile in virtù dei reperti ceramici ritrovati ai secoli precedenti la metà del II millennio a.C.). Di particolare pregio infatti sono gli insediamenti rupestri ed in particolare la Cripta del Salvatore con gli affreschi del X-XI secolo. Alcune tombe a fossa scavate sul ciglio della gravina vengono invece riferite ad un insediamento stabile sviluppatosi tra il VI e il IV secolo a.C. Un saggio di scavo, condotto nel 1968 nelle vicinanze della cosiddetta “Casa fortezza”, ha rivelato un’importante stratigrafia, nella quale sono stati identificati almeno cinque differenti livelli, dal III millennio al V – IV secolo a.C. Oltre alla "casa fortezza" si segnalano: il “cavernone”, vano naturale con ingresso regolarizzato; la cosiddetta “farmacia”, vano quadrangolare di circa 25 metri quadri, privo di facciata in seguito a crolli e con le pareti superstiti occupate da 114 nicchie chiaramente destinate all’allevamento dei colombi; il cenobio”, un complesso di quattro abitazioni bicellulari collegate tra loro in epoca tarda, una delle quali sembra dotata di servizio igienico e al quale la fantasia popolare ha attribuito la destinazione di insediamento cenobitico (forma di vita monastica caratterizzata dalla vita in comune, con la condivisione del tempo del lavoro, della preghiera e solitamente anche dei pasti); alcuni locali scavati nella parte sommatale della gravina, di fronte al cenobio ed alla casa fortezza, comunemente indicati come “vedette”. Nel nucleo più meridionale si trovano le due chiese anonime, ricche di affreschi, tra i più antichi tra quelli conservati nell’arco ionico, datati tra il X e l’XI secolo.

Fantiano : si trova appena a sud di Riggio, dominata dalla pineta e dalla macchia mediterranea, con un importante insediamento rupestre medievale nel tratto iniziale, ancora oggi molto poco studiato anche per la mancanza di chiese. Nel tratto terminale della gravina si trovano le cave di Fantiano, oggi riutilizzate per manifestazioni e spettacoli all’aperto.

chiesa di S. Pietro e PaoloFullonese: delimita il centro urbano a ovest ed è quella che ha subito i danni maggiori in seguito all’espansione recente del paese; conserva numerose testimonianze di indubbio valore, come la chiesa – cripta dei SS. Pietro e Paolo con un calvario scolpito e un piccolo eremo rupestre in uno dei suoi rami laterali. Il villaggio rupestre è stato abitato anche dopo a fine del XIII secolo, quando gli abitanti degli altri casali rupestri furono indotti a riunirsi a Grottaglie. Il nome della gravina deriva probabilmente dalla principale attività che vi si svolgeva, ossia l’arte della tintoria condotta da una colonia di Ebrei (dal latino fullo = tintore).

Pensieri (o Casalpiccolo o S.Biagio): é una gravina di modeste dimensioni situata a sud del centro abitato. Pensieri è più aperta rispetto alle altre, con un percorso ad angolo e fondo-valle carrozabile centrale che consente di raggiungere facilmente il centro della forra, (profonda gola a pareti verticali), le cui pareti rocciose sono solo accidentali e non strapiombanti. Le grotte sono tutte naturali, con pochi ritocchi antropici al loro interno, e la vegetazione non presenta il tipo a foresta e neppure boschi, ma solo aree a macchia ed erbose. Il fenomeno insediativo rupestre, col nome storico di "Casal Piccolo", interessò solo il tratto adiacente alla strada statale per S. Marzano. La zona risentì dei benefici della pricipale arteria romana, la via Appia. Il villaggio era inoltre protetto da una torre e presenta una chiesa rupestre con affreschi del XIV sec. Tra la gravina del Fullonese e la Lama dei Pensieri si situa il centro urbano di Grottaglie.

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Il quartiere delle ceramiche

Antica ed ancora oggi fiorente è la produzione di ceramica in Puglia, anche grazie alle ricche cave di argilla rossa presenti sul territorio. Il principale centro di produzione ceramica è Grottaglie. Nel cuore di questa caratteristica cittadina, si è formato nei secoli un intero quartiere di esperti ceramisti i quali, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti ipogei utilizzati in passato anche come frantoi, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale oggi riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Due i principali prodotti della tradizione figulina grottagliese: i “Bianchi di Grottaglie”, manifattura artistica propria di un certo tipo di produzione elitaria caratterizzata dall’esaltazione della forma pura attraverso l’utilizzo dello smalto bianco stannifero, e la più caratteristica ceramica rustica e popolare, caratterizzata da una tavolozza cromatica costituita dal verde marcio, giallo ocra, blu e manganese. Appartengono a questa produzione i famosi capasoni (da capase, cioè capace), contenitori di notevoli dimensioni foggiati in sezioni distinte e successivamente congiunti e destinati prevalentemente a contenere il vino. Tipici sono i pomi della fortuna e, della stessa forma ma vuoti all'interno, le  lampade e porta candele. Ad oggi Grottaglie, con le sue numerose botteghe di ceramisti, è l’unico centro ceramico pugliese protetto dal marchio D.O.C. ed inserita nel ristretto elenco delle 36 città della ceramica italiana. Tra gli eventi di particolare interesse legati alla valorizzazione di questo prodotto artigianale si segnalano la Mostra della Ceramica (agosto) e la Mostra del Presepe (dicembre), oltre alla prestigiosa esposizione permanente allestita presso il Museo della Ceramica nelle sale del Castello Episcopio, ubicato sulla sommità del Quartiere.

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Le Chiese

San Francesco De GeronimoLa Chiesa di San Francesco De Geronimo

Edificata nel 1832 e proclamata Santuario nel 1941, la Chiesa intitolata a San Francesco de Geronimo racchiude le spoglie del Santo originario di Grottaglie. La facciata, di stile neoclassico, è realizzata in pietra calcarea dura e scandita da lesene (elemento di un ordine architettonico addossato a parete, quindi verticale, che consiste in un fusto, a pianta rettangolare, appena sporgente dalla parete stessa, con i relativi capitelli e base) scanalate terminanti con capitelli ionici. Impreziosiscono l’edificio il timpano triangolare e la cupola maiolicata con un bel motivo di losanghe. A croce greca, l’interno è a tre navate, ingentilite da raffinate decorazioni pittoriche, scene bibliche, medaglioni di santi e l’affascinante Martirio di San Bartolomeo, attribuito a Cesare Fracanzano. A sinistra dell’altare maggiore si trova la stanza natia di San Francesco de Geronimo, adibita a cappella, dove un’urna di bronzo custodisce le sacre spoglie del santo gesuita. Da qui, attraverso una piccola scala, si accede a due sale adibite a museo delle sue reliquie e a testimonianze storiche. E' ossibile fare delle visite guidate alla chiesa casa del Santo e cupolone che è stato ristrutturato da poco.

Chiesa-PaolottiLa Chiesa e il Convento dei Paolotti

Il complesso dei Paolotti sorge a pochi passi dal centro storico. Ne fanno parte la chiesa, intitolata alla Madonna delle Grazie e l’annesso convento, edificati nel XVI secolo per volere dell’Ordine dei frati Minimi devoti a San Francesco di Paola. Il terremoto del 1711 poco o nulla risparmiò del complesso originario che venne ben presto ricostruito secondo i dettami del nuovo gusto barocco. La chiesa presenta una facciata sobria ed austera, tripartita da lesene e sormontata da un timpano spezzato. Divide il prospetto una poderosa trabeazione al disotto della quale troviamo un raffinato portale lunettato in pietra locale, probabilmente del ‘500, che risulta essere bilanciato, nell’ordine superiore, da un ampio finestrone. L’interno è ad un’unica navata, con cappelle laterali in stile barocco, tre per lato. Dell’annesso monumentale convento, degni di nota sono il refettorio, costruzione settecentesca di gusto sobrio, ed il cinquecentesco chiostro: questo risulta articolato su bracci porticati retti da venti arcate a tutto sesto su colonne doriche. Trentadue le lunette affrescate con scene della vita di San Francesco di Paola ed una raffigurante l’albero genealogico dell’Ordine recante il cartiglio con l’autore, Benardino Greco da Copertino e l’anno, il 1723.

Nelle botteghe ricavate nella roccia - le grotte di un tempo - nascono oggetti unici di ceramica, vasi, capasoni (grandi contenitori per olio e vino), acquasantiere, cavalieri e amazzoni, fiasche portavino in smalto, brocche, zuppiere ricche di decorazioni e mille altri prodotti preziosi. Creazioni che, partendo dall’argilla, prendono forma sul tornio e dalle mani dei ceramisti per poi essere decorate, smaltate, essiccate e cotte con sapienza e maestria, spesso ereditate da antenati lontani. È la tradizione più antica che si fonde con le tecniche e i materiali più innovativi con risultati prestigiosi.

Le famiglie che visitano Grottaglie con i bambini possono partecipare a laboratori di ceramica, presso il Museo della Ceramica al Castello Episcopio, oppure possono osservare dal vivo le diverse fasi della lavorazione dell’argilla all’interno del laboratorio di una bottega artigiana.

In tarda primavera, le 36  città italiane, tra cui Grottaglie, aderenti all'AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramiche, ospitano “Buongiorno Ceramica!”, la kermesse nata dall’idea di fare conoscere al pubblico la ceramica artistica e artigianale in ItaliaAtelier, botteghe, fornaci e laboratori, si aprono al pubblico con concerti, visite guidate, mostre, percorsi con degustazioni, opere live, laboratori, esibizioni, shopping d’arte, laboratori e momenti di creatività destinati ai più piccoli.

Per la gioia di tutti i bambini, ma non solo, una fabbrica di cioccolato svelerà tutti i segreti della produzione di praline ripiene, cioccolatini classici, gianduiotti, tavolette di cacao monorigine da degustazione, creme di nocciole e cacao da spalmare (eccellenti per i bambini, addolcite solo con miele, senza zucchero).  E' la cioccolateria della famiglia Bernardi la cui fama si estende a tutta la Puglia e oltre regione per i suoi gelati, gelatine di frutta e cioccolata di ogni tipo. La famiglia Bernardi produce in modo artigianale ogni prodotto dolciario e negli ultimi anni si è dedicata in modo particolare alla lavorazione del cacao, tramutandolo in ogni possibile combinazione. I bambini possono gustare vari tipi di cioccolato messi a disposizione dalla ditta: qui possono conoscere la storia di un ingrediente essenziale: il cacao, che non nasce come polvere marrone, ma è una pianta che vive nei Paesi molto caldi. I suoi “semi” (fave di cacao) vengono essiccati al sole, poi tostati e tritati finemente.

Molte sono le escursioni organizzate nelle gravine di Grottaglie alla scoperta delle tante grotte esistenti. L'attività di speleo trekking e speleo tour trova infatti tanti proseliti non solo tra gli adulti, ma anche tra i più piccoli. Solo la gravina di Riggio é sconsigliata ai bambini data la difficoltà del percorso per la presenza di alcuni tratti in cui occorre salire e scendere dalla gravina camminando su roccia. Il Gruppo Grotte Grottaglie organizza anche corsi di speleologia per consentire a tanti di sperimentarsi in questi emozionanti percorsi.