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Guida di Lecce

 Lecce immagine

Lecce, la Firenze del Sud, la città che, parafrasando Italo Calvino, ti prende e non ne esci, che ti incanta con la maestosità della sua Bellezza e della sua Storia, è custode di preziose testimonianze di civiltà che si sono succedute nel tempo. Sorta su un antico insediamento messapico, un villaggio costruito nei pressi dell’Antica Rudiae, Lecce era già abitata nel Paleolitico Medio e nel I secolo a.C. venne sottoposta ad alcuni interventi costruttivi finalizzati a trasformare l'abitato in una città romana. Lo testimoniano il Tempio dedicato ad Apollo, il Teatro, riaperto il 3 febbraio 2017 dopo 31 anni di chiusura, e il grande Anfiteatro.

Lecce è famosa in tutto il mondo per la sua Architettura Barocca edificata su pietra leccese e diffusasi tra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVIII secolo. In questo periodo, vennero edificate le chiese che occupano un posto primario nella Storia dell’Arte leccese tanto che i viaggiatori del Settecento chiamavano Lecce “la città delle chiese”.

Lecce Obelisco

Ciceri e tria

Pasta fritta con ceci lessati. E' un piatto unico della tradizione leccese, molto diffuso

Pasta fritta con ceci lessati. E' un piatto unico della tradizione leccese, molto diffuso

Involtini di fegato o cuore di agnello e capretto legati con interiora e cotti sulla brace

Involtini di fegato o cuore di agnello e capretto legati con interiora e cotti sulla brace

Galletto ruspante di primo canto, cotto in umido con salsa di pomodoro. E' una pietanza preparata in occasione della festività patronale di Sant’Oronzo il 26 agosto

Galletto ruspante di primo canto, cotto in umido con salsa di pomodoro. E' una pietanza preparata in occasione della festività patronale di Sant’Oronzo il 26 agosto

Le lumachine che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una membrana bianca. Sono generalmente raccolte nei mesi di luglio, agosto e settembre. Vengono così denominate perché ricordano il colore del vestito monacale. E' un piatto molto amato della tradizione culinaria leccese

Le lumachine che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una membrana bianca. Sono generalmente raccolte nei mesi di luglio, agosto e settembre. Vengono così denominate perché ricordano il colore del vestito monacale. E' un piatto molto amato della tradizione culinaria leccese

I rustici leccesi sono una specialità salentina sfiziosa e saporita. Un disco croccante di pasta sfoglia dorata racchiude un morbido ripieno di besciamella, pomodoro e mozzarella

I rustici leccesi sono una specialità salentina sfiziosa e saporita. Un disco croccante di pasta sfoglia dorata racchiude un morbido ripieno di besciamella, pomodoro e mozzarella

Pane tipico che nell’impasto contiene pomodoro, cipolla, olive nere e olio

Pane tipico che nell’impasto contiene pomodoro, cipolla, olive nere e olio

E' il dolce leccese tipico. E' fatto con pastafrolla ripiena di pasta di mandorle e marmellata, o di crema

E' il dolce leccese tipico. E' fatto con pastafrolla ripiena di pasta di mandorle e marmellata, o di crema

     

LA STORIA

La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse una città fondata da Malennio, 1211 anni prima della nascita di Cristo. Dopo la distruzione di Troia, fu occupata da Lictio Idomeneo che, oltre a darle il nome, ne introdusse la cultura greca.

Le più antiche testimonianze del primo nucleo abitativo di Lecce si riferiscono a nuclei di capanne della prima fase dell'età del ferro (VIII-VI secolo a.C.), individuati in occasione di scavi per la messa in opera di impianti elettrici e di canalizzazione. La trasformazione di questo primo insediamento in un abitato di tipo urbano, di cui si ignora il nome antico, avviene nel corso degli ultimi decenni del IV secolo a.C. La città si dota di potenti mura difensive, lunghe 3 km e spesse 5 metri; si tratta della cinta muraria della quale sono stati individuati alcuni tratti presso Porta Napoli, via Adua, Viale Lo Re e via Manifattura Tabacchi.

Dopo la conquista romana nel III secolo a.C., Lecce latinizzò il suo nome in LupiaeNegli ultimi anni del I secolo a.C. Lecce viene interessata da alcuni interventi costruttivi di vasta portata, tutti concentrati in uno stesso settore e chiaramente finalizzati a trasformare l'abitato messapico in una città romana: in una stretta successione topografica sono costruiti l'anfiteatro, il teatro ed un tempio, forse dedicato ad Apollo.

Nel corso dell'età imperiale, ed in particolar modo nel II secolo, sono sempre più numerosi gli interventi rivolti ad arricchire l'arredo urbano (teatro, anfiteatro, terme) e Lupiae si qualifica con sempre maggiore evidenza come il centro urbano più importante del Salento, accanto alla colonia latina di Brindisi. Traiano inserisce Lupiae nell'ultimo tratto della Via Traiana (Via Traiana Calabra) che conduce da Brindisi ad Otranto, nuovo porto di collegamento con l'oriente.

L'imperatore Adriano la dotò anche di un porto nella vicina rada di San Cataldo. All'imperatore Marco Aurelio Antonino (161-180) di origini salentine, egli infatti si riteneva discendente di Malennio, si deve il benessere economico e l'ampliamento della città. Questo ruolo sembra perdurare fino al V-VI secolo quando anche a Lecce, come in tutto il mondo antico, si assiste alla fine della città romana e alla comparsa di nuove forme di organizzazione urbana, in parte causate dalla diffusione del Cristianesimo e dal moltiplicarsi degli edifici di culto.

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LA CULTURA

Lecce è tra le più belle città d’arte del Meridione Italiano. Le sue antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del Barocco, tipicamente seicentesco, delle chiese e dei palazzi del centro le cui vie sono un vero e proprio museo a cielo aperto. La città vanta numerosi intrattenimenti serali, dalla musica al teatro, ed è animata da una ricca vita sociale di cui sono protagonisti soprattutto i molti giovani che frequentano la sua rinomata Università.

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L'Università del Salento, accanto ai due obiettivi fondamentali della formazione e della ricerca, persegue una terza missione, opera cioè per favorire l'applicazione diretta, la valorizzazione e l'impiego della conoscenza per contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio in cui opera. Sul piano internazionale l'Università del Salento persegue tutte le forme di collaborazione atte a favorire la conoscenza e l’arricchimento reciproco fra le culture, la circolazione del sapere e lo scambio di studenti e di personale.

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L'Accademia di Belle Arti, fondata nel 1960, dal 1970 ha sede nell'antico convento domenicano di S. Giovanni D'Aymo, adiacente alla chiesa di S. Giovanni Battista, comunemente detta del "Rosario", presso Porta Rudiae, uno degli ingressi al Centro Storico. L'attività dell'Accademia si svolge pienamente nei locali disposti a piano terra e nel primo piano intorno al chiostro settecentesco prospiciente via Libertini. L'elegante chiostro, di pianta rettangolare con 5 per 6 arcate e pozzo centrale, è racchiuso per due lati dalle mura cinquecentesche di Giangiacomo dell'Acava, sulle quali è impiantato il bellissimo giardino pensile, per un lato dalla chiesa adiacente e per l'ultimo da tre ampi locali corrispondenti alla facciata, dal 1997 sede della Galleria d'Arte dell'Accademia. La Didattica comprende i corsi di Decorazione, Grafica, Pittura, Restauro, Scenografia, Scultura.

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Conservatorio-di-Lecce

Il Conservatorio Tito Schipa è uno dei principali istituti musicali del Sud Italia: 1000 studenti e 130 insegnanti impegnati in tutte le tipologie della prassi e della teoria musicale.

 Per valorizzare i vari aspetti della tradizione vocale, il Conservatorio organizza corsi specialistici per cantanti d'opera, per interpreti del repertorio rinascimentale e barocco, del canto moderno e jazz. La struttura di Alta Formazione annovera quattro orchestre: l'Orchestra Sinfonica l'Orchestra di Fiati, la Jazz Band e un'Orchestra Sinfonica Giovanile, vari ensemble vocali di musica antica e moderna e un coro di voci bianche. L' Orchestra di Fiati, è una delle punte d'eccellenza della formazione e della produzione musicale e discografica, come pure i gruppi di musica antica e classica, che si producono in vari festivals in Italia e all'estero. L'offerta formativa comprende trentadue indirizzi, per il percorso Accademico di Primo e di Secondo Livello. Sono anche attivi Corsi di Formazione Pre-accademica ed una Summer School. Particolarmente innovativo è il corso di studi di Musica Elettronica. Il Conservatorio dispone di una Biblioteca di 11.000 testi tra cui 500 manoscritti.

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Le Biblioteche 

La Biblioteca Provinciale Nicola Bernardini è legata alla personalità di Sigismondo Castromediano (1811- 1865), patriota e politico salentino. La fondazione della biblioteca risale al 20 marzo 1863. In essa confluirono i cospicui nuclei librari dei soppressi conventi dei Padri Teatini di Lecce (1861) dei Liguorini di Francavilla Fontana (1865) dei Riformati di Gallipoli (1865). Su questo nucleo antico ricco di circa 35.000 volumi fu organizzata la moderna biblioteca, che ebbe in Nicola Bernardini (1860-1927), giornalista, storico ma soprattutto collezionista cui la biblioteca fu successivamente intitolata, ed in Teodoro Pellegrino (1935-1972) uno dei fondatori dell'Università degli Studi, i due moderni protagonisti del definitivo assestamento e del rilancio dell'Istituzione. La specializzazione rimane sin dalla fondazione quella degli studi salentini

Il patrimonio comprende oggi 117.000 volumi, e per la parte antica 275 pergamene, 486 manoscritti, 31 incunaboli, 435 edizioni del XVI secolo.

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La Biblioteca Caracciolo é di proprietà dei Frati Minori di Lecce. Nella sua attuale sistemazione nasce per volontà del M.R.P. Egidio De Tommaso agli inizi degli anni '60. Come sede fu scelto il piano terra della cinquecentesca villa extraurbana di Fulgenzio della Monica Sindaco di Lecce negli anni 1567–68, che acquistò la vastissima area, la adornò con piante di buon gusto e vi edificò il grande palazzo rinascimentale con l’attigua Cappella dedicata ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo.

In Biblioteca sono disponibili i cataloghi cartacei per autori, titoli e soggetti. Le informazioni contenute sono già state in parte riversate nel catalogo on-line che si consiglia di consultare preliminarmente ad ogni ricerca. In questo catalogo cartaceo sono registrate le opere acquisite dalla Biblioteca “R. Caracciolo” dalla sua fondazione al 2007. C'è anche una sezione separata del catalogo per le opere salentine.

La Biblioteca possiede i seguenti cataloghi a volume: Fondo antico, che include la descrizione bibliografica di 439 opere tra incunabuli e cinquecentine.

Fondo dei manoscritti, che contiene la descrizione esterna ed interna del codice, annotazioni e bibliografia sulla storia del manoscritto.

Fondo musicale, che descrive parzialmente il fondo musicale appartenuto a p. Igino Ettorre.

La biblioteca offre servizi di lettura e consultazione, informazioni e reference, utilizzo PC, accesso a internet (la Sala lettura della biblioteca è provvista di prese Internet a banda larga ADSL per il collegamento in linea; gli utenti che lo desiderano possono eseguire ricerche in rete dal proprio laptop munito di scheda di rete), prestito locale, di polo e intebibliotecario (ILL) e fornitura di documenti (DD).

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Le Librerie

La Libreria Liberrima, la libreria diffusa, nasce come libreria indipendente nel 1993, in un palazzo barocco che si affaccia su una bellissima corte settecentesca nel cuore del centro storico di Lecce a pochi passi dal Duomo. Negli anni Liberrima si diffonde in altri tre palazzi circostanti al nucleo centrale esplorando nuovi argomenti e stimolando nuove esperienze, divenendo un ecosistema di luoghi che nel tempo ha acquisito un significato culturale innovativo, riconosciuto dal pubblico come riferimento di incontro ed esperienze culturali.

Gustoliberrima, vinoteca e libreria enogastronomica, si trova di fronte a Liberrima centrale e accanto alla bellissima Chiesa di S.Irene. Propone una importante selezione dedicata ai vini e ai cibi quali :

pasta olio frise taralli dolci raccontantando le eccellenze del nostro territorio.

Uno dei prodotti di punta di Gustoliberrima è il Cesto Letterario, che racconta il gusto del luogo in un elegante cesto con cofanetto progettato per accogliere libri, musica, vini, prodotti tipici. 

e per i bambini?

 

LiberrimaKids

La Libreria Liberrima ha un'area dedicata ai bambini da 0 a 12 anni, la Liberrimakids, nata nel 2012 in uno spazio caratteristico che ricorda il cortile salentino dove i bambini giocavano e incontravano gli amici scambiandosi esperienze. Lo spazio è un vero parco emozionale! I bambini scoprono libri e giochi, incontrano autori, partecipano ai laboratori didattico-creativi, tutti i giorni in orario continuato. Liberrimakids è pensata per fasce d’età ed offre tutte le sezioni tematiche di libri e giochi, dalla narrativa ai classici, alla geografia, alla scienza/matematica, al fantasy e alla storia. C’e’ sempre qualcosa da fare e da scoprire da Liberrimakids! I tavoli, a disposizione dei bambini, offrono libri, giochi, giocattoli e materiale didattico- creativo per intrattenerli. Liberrimakids organizza laboratori, incontri con la scienza, l’arte, il teatro, la cucina e visite guidate a scolaresche ma anche a piccoli gruppi di bambini che desiderano conoscere come funziona una libreria, come nasce un libro e come si fa a diventare piccoli scrittori! Gli eventi da Liberrimakids diventano anche gli stessi compleanni dei bambini che possono organizzare la propria festa in libreria con una merenda buffet curata dal nostro RistoranteCaffe’ "All’Ombra del Barocco". I bambini scelgono un laboratorio creativo con il proprio amico-libraio per festeggiare giocando, insieme ai propri compagni.

Il RistoranteCaffè "All’Ombra del Barocco" é un luogo elegante ed al tempo stesso informale che si colloca proprio al centro di tutti e tre i luoghi di Liberrima. Dispone di due sale , una all’interno in un palazzo del 600’ e una all’esterno in una suggestiva piazzetta che si affaccia proprio sulla bellissima Chiesa di S.Irene. Sia d’estate che d’inverno "All’Ombra del Barocco" é meta di salentini e turisti che amano vivere il centro storico della citta’. Dalla colazione alla cena il ristorantecaffe’ e’ aperto al pubblico con menu’ tipici e di abbinamento ad una ricca carta di vini. Ci si può concedere una pausa caffè sfogliando un giornale o un libro, oppure pranzare e cenare all’insegna dello slow food e della cucina tipica pugliese o degustare i vini raccontati dal sommelier o concedersi una pausa con gli amici davanti ad un ricco aperitivo letterario. Gli scaffali intorno ai tavoli accolgono libri, vini e prodotti letterari avvolgendo i visitatori di quell’atmosfera classica di una libreriaenoteca. Molti gli eventi culturali che "All’Ombra del Barocco" organizza settimanalmente , dalle Cene con l’autore, alle CeneConcerto, agli Incontri per conoscere i vini e i cibi. Molti gli eventi che il pubblico può’ organizzare "All’Ombra del Barocco" come Convegni, Conferenze stampa, Feste di compleanno, Lauree, Matrimoni, Party e Aperitivi a tema. Tutti gli eventi non mancano di agganciarsi alla letteratura, alla musica, al cinema, al teatro perché unica e’ la filosofia di Liberrima: vivere esperienze di cultura in maniera circolare, nel senso che tutti i luoghi vivono in armonia e rimandano agli altri luoghi pur proponendo esperienze diverse.

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Basilica di Santa CroceLa Basilica di Santa Croce, attigua al Palazzo dei Celestini, é definita “il trionfo del Barocco leccese”. Costruita tra il 1549 e la fine del 1600, la Basilica è caratterizzata dal rosone centrale, incorniciato da cherubini alati, da bacche, uva, melograni, allegoria delle stagioni e quindi della vita. Anche i bambini sembrano incantati nel vedere questa bellezza architettonica.

Piazza Duomo a LecceIl Barocco domina nella splendida Piazza Duomo dove si può ammirare il Duomo che attira anche l’attenzione dei bambini soprattutto per il suo imponente campanile, alto ben 70 metri e diviso in cinque piani. Sempre in Piazza Duomo si trovano il Palazzo Vescovile ed il Seminario, attuale sede del Museo Diocesano e molto famoso per il bellissimo pozzo ubicato al centro del chiostro e che è un altro autorevole esempio del Barocco leccese.

Il Museo Diocesano d’Arte Sacra raccoglie dipinti, sculture, argenti e paramenti liturgici che non solo documentano un percorso della storia artistica della Diocesi, con particolare riferimento alla città, ma testimoniano anche il ruolo svolto dalla Chiesa nella vita della comunità dei credenti. I dipinti abbracciano un arco di tempo che va dalla fine del '400 alla fine del '700. Incantano la tavola veneziana con la Madonna del Carmine e la Madonna del Rosario del pittore leccese Oronzo Tiso. così come la grande pala di Paolo Finoglio. L'esposizione è arricchita dalla presenza di sculture e argenti che nella maggior parte sono quelli che costituivano il tesoro liturgico della Cattedrale di Lecce, soprattutto tra il '600 e il '700

La Pinacoteca d’Arte Francescana Roberto Caracciolo

é ospitata all’interno del Palazzo Fulgenzio (XVI secolo) e comprende oltre trecento dipinti di notevole interesse artistico, riferiti ai secoli dal sedicesimo al diciannovesimo, a firma di Oronzo Tiso, Serafino Elmo, Gianserio Strafella, oltre a quelli di scuola di Luca Giordano, scuola caravaggesca e opere attribuite a Giuseppe De Ribera. I dipinti appartenevano ai conventi francescani pugliesi. La collezione che si estende su oltre quattrocento metri quadrati di superficie espositiva, comprende anche due sale dedicate a Raffaello Pantaloni, artista toscano operante nel Salento nel XX secolo, e una sala dedicata a Ezechiele Leandro. A conclusione del percorso, la collezione dei paesaggisti pugliesi di XIX e XX secolo e un'ala espositiva dedicata alla statuaria in cartapesta.

La Pinacoteca di Arte Francescana Caracciolo è munita di sala ricerca con postazioni internet gratuite.

Il Museo è famoso per le sue rappresentazioni tridimensionali (Diorami) della Grotta dei Cervi o Grotta di Enea, sita a Porto Badisco, nel territorio a sud di Otranto. La Grotta, definita il Santuario della Preistoria per il valore artistico e culturale che rappresentano i pittogrammi totalmente integri, è testimonianza della storia dell'umanità di oltre seimila anni fa ed è considerata il complesso pittorico neolitico più importante d'Europa. Scoperta intorno agli anni Settanta, la Grotta dei Cervi si presenta con le pareti colme di graffiti recanti numerosi dettagli sulla caccia di uomini preistorici dotati di archi e frecce e sulla flora del Salento in età neolitica; sono anche rappresentati uomini primitivi dotati di corpi strani e riuniti per misteriosi riti magici e propiziatori o danza tribali. Nel dettaglio, le scene in prevalenza trattano di cervi, motivo per cui la grotta venne denominata la Grotta dei Cervi, animale che in quei periodi popolava il Salento. La definizione di Grotta di Enea invece risale ad un’antica tradizione secondo la quale Enea era sbarcato a Porto Badisco nel suo viaggio in Italia fuggendo da Troia e prima di giungere in Lazio.

Un tempo antico monastero di S. Chiara, questo bellissimo complesso monumentale è oggi adibito a Museo e destinato a raccontare non solo la storia della città di Lecce, ma anche l'arte moderna e contemporanea, negli ariosi spazi della galleria al piano terra.

Sito nel cuore del centro storico, adiacente alla chiesa di S.Chiara e all'antico Teatro Romano, il MUST sarà Museo Storico della Città di Lecce nelle sale del primo piano, con delle sezioni dedicate a reperti e testimonianze di varie epoche della storia di Lecce, dall'Età Messapica e Romana, fino al Cinquecento e al Novecento. E perché la storia continui a raccontare se stessa, al piano terra il MUST è già galleria d'arte contemporanea, con un'esposizione permanente delle opere dello scultore salentino Cosimo Carlucci e con una mostra – la prima di una lunga serie – di arte fotografica, dell'artista statunitense Jenny Okun.

Il Museo è suddiviso in 5 sale le cui esposizioni ripercorrono le tappe fondamentali dei percorsi di ricerca sviluppati dagli storici e dagli archeologi dell’Università del Salento e, nel contempo, offrono un panorama aggiornato degli orizzonti d'indagine - dalla preistoria al medioevo, dal Salento all'Oriente mediterraneo.

Il Museo raccoglie oltre 400 reperti tra papiri greci, geroglifici, ieratici, demotici, copti e oggetti antichi variamente connessi con il mondo della scrittura nell'antichità. Ingresso gratuito.

Al Museo Provinciale Sigismondo Castromediano, di proprietà della Provincia di Lecce, attraverso l’esposizione di interessanti reperti archeologici, è possibile approfondire la conoscenza del Salento fin dai tempi preistorici ed in particolare della dominazione messapica e romana. La pinacoteca accoglie dipinti che risalgono per la maggior parte ad un periodo compreso dal 1400 al 1700. L'ingresso è gratuito.

Museo della FerroviaIl Museo è suddiviso in 5 sale e contiene l’esposizione di vecchi macchinari, attrezzi di lavoro, segnali per lavori in corso, un vecchio quadriciclo a pedali di servizio proveniente dalle FSE: il tutto ambientato su un vero tratto di rotaia e integrato da pannelli con ampia documentazione fotografica e modelli. Inoltre vi è un’esposizione di segnali di vario tipo, dai primi ottocenteschi a disco girevole, a quelli ad ala semaforica, sino ai segnali permanentemente luminosi tutt’oggi in uso. Vi sono segnali bassi da manovra e di indicazione della posizione dei deviatoi di varie epoche, un vecchio apparato centrale elettrico con posto di blocco proveniente dalla stazione FSE di Castellana. Alcuni segnali sono resi funzionanti a scopo dimostrativo e didattico.

Il Museo è allestito presso le sale al piano terra del Castello Carlo V Il percorso è stato studiato con un'attenzione particolare verso la comunicazione. Video, immagini, ricostruzioni di "bottega", rendono il percorso di visita mezzo per "viaggiare" nel mondo della cartapesta e nella sua città simbolo. Un legame indissolubile quello tra la città di Lecce e l'arte della cartapesta, un legame rinnovato dalla tradizione mantenuta viva dalle botteghe dei cartapestai che affascinano quanti si aggirano tra le quinte sceniche delle vie della città barocca. La collezione è composta di circa 80 opere dei maggiori artisti cartapestai leccesi.

RisciòIl risciò, oltre ad essere molto divertente, è anche molto comodo perché permette di visitare ogni angolo della città. E' un nuovo servizio di mobilità sostenibile organizzato in ambito urbano ad emissioni zero.

L’artigianato leccese è basato essenzialmente sulla lavorazione della pietra leccese e sulla realizzazione di statue in cartapesta. La pietra leccese è una calcarenite del miocene. Si tratta di microfossili o macrofossili che si sono sedimentati nel fondo marino per milioni di anni. Con il martello ed un particolare scalpello piano a più denti chiamato gradina i maestri artigiani realizzano statue di incommensurabile bellezza. Molto importante è anche la lavorazione della cartapesta tanto da intitolare a quest’ultima una via, Via Arte della Cartapesta. Acqua, carta, farina sono le materie prime fondamentali per la realizzazione di statue cui si aggiunge l’abilità e la maestria dei maestri cartapestai che contribuiscono a tramandare nel tempo questa antica Arte diffusasi a Lecce nel Seicento.

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